Salviamo le radici del futuro

La grande sfida per la Campania di domani sarà rappresentata dalla salvaguardia e dalla valorizzazione ambientale, viviamo in una terra bellissima che, purtroppo, troppo spesso viene offesa e violata dalle azioni irresponsabili di pochi scellerati. È necessario recuperare il molto tempo perso e rimediare ai disastri del passato per costruire un ambiente sicuro nel quale vivere. La mia generazione, proprio in questi mesi, sta dando una eccezionale dimostrazione di impegno e di presa di coscienza della necessità di essere interpreti del nuovo approccio alle tematiche ambientali, che devono essere poste al centro dell’azione di tutti i livelli istituzionali. La consapevolezza che sta portando i giovani ad attivarsi non deve essere lasciata spegnarsi, al contrario, può rappresentare il traino che faccia fare all’intera società campana un cambio di passo decisivo nel rapporto tra individuo e territorio.

L’impegno deve partire dai singoli, per tutte quelle piccole azioni che possono incidere in concreto sulla realtà, le buone pratiche per la sostenibilità ambientale della nostra vita quotidiana devono divenire un modello diffuso. Per troppo tempo l’indifferenza ha danneggiato la nostra terra, con un atteggiamento egoistico che ha contaminato le fonti della vita ed ha inondato con gli scarti delle nostre attività umane gli spazi della natura. Su quella che era, orgogliosamente, la Campania Felix, si sono abbattute le sciagure di chi l’ha resa una terra identificata con le immondizie.

I grandi drammi della situazione di emergenza sui rifiuti sono, fortunatamente, alle nostre spalle, ma innanzi a noi si apre una strada ancora molto lunga da percorrere per poter ottenere la qualità di vita che meritiamo. Al momento in Campania la percentuale di rifiuti differenziati è di poco superiore al 52%, un risultato incoraggiante considerando la situazione di partenza, ma vi è ancora molto da fare, specialmente nelle province di Napoli e Caserta che ancora arrancano nel panorama regionale. In particolare, ci sono da mettere in campo delle serie politiche di riduzione all’origine della produzione di rifiuti, ottimizzando in primo luogo i settori industriali ed i processi produttivi. Dobbiamo avere l’obbiettivo comune di rendere nuovamente “felice” la terra campana, così come è stata per secoli, terra accogliente, feconda, sana, una terra nella quale piantare saldamente le radici del domani.