Lavoro, innovazione e dignità

Ho sempre apprezzato l’entusiasmo di chi decide, malgrado tutte le difficoltà, di investire il proprio impegno al sud, di non abbandonare la propria terra e di provare, con caparbietà, a costruire qui la propria vita. Ma l’entusiasmo e l’impegno non possono bastare, da soli, al funzionamento di un sistema territoriale che non riesce ad offrire a tutti le opportunità per restare, troppi sono costretti a cercare altrove quel lavoro che non trovano in un sud dalle tante promesse mancate, troppi vivono il dramma di un sistema economico fragile che mette a rischio i centri produttivi già esistenti. La Campania sta ancora scontando le conseguenze negative di un passato nel quale non si è data una struttura organica al mondo del lavoro, né si è sviluppata la crescita di un sistema fatto di realtà produttive interconnesse, e la frammentazione che ne è derivata pesa ancora oggi sulle possibilità di competitività della nostra regione. È il ciclo virtuoso del lavoro a garantire sviluppo: laddove lavorano in molti il reddito aumenta, dunque aumenta la possibilità che più consumatori acquistino, alimentando nuove produzioni e facendo nascere nuovi posti di lavoro. Ciò che fino ad ora è mancato nella realtà campana è stata la capacità di fare rete, di saper creare opportunità per far incontrare i centri produttivi, le idee innovative e le programmazioni di lungo periodo, per dare una dimensione strategica e stabile al lavoro. La capacità ed il valore dei lavoratori campani sono indiscussi, essi ne danno una prova continua anche quando hanno modo di mettersi alla prova in altri contesti, per cui è giusto dar loro opportunità lì dove sono nati e dove hanno i loro affetti, costruendo in Campania un tessuto economico vivo, fatto di realtà sane e poli di qualità, in grado di assorbire manodopera sul lungo periodo.

Vi sono due direttrici che a me sembrano decisive per potersi orientare: la salvaguardia dei livelli occupazionali e lo sviluppo dell’innovazione. Poiché da un lato bisogna impedire la desertificazione industriale del nostro territorio, salvando tutte le realtà industriali che, per decenni, hanno rappresentato il meglio della nostra capacità produttiva e che ora sono oggetto di una politica meramente speculativa, che non tiene in nessun conto le esigenze dei territori e le aspettative dei lavoratori. In queste situazioni di crisi ci si aspetta un ruolo forte delle istituzioni, sia locali che nazionali, affinché siano in grado di essere mediatori tra le diverse posizioni e sappiano trovare soluzioni che garantiscano stabilità nel lungo periodo, specie per quei lavoratori che, non più giovanissimi, non possono essere improvvisamente espulsi dal circuito del lavoro, poiché non avrebbero possibilità di ricollocazione. Le istituzioni devono anche attivarsi su azioni che abbiano immediate ricadute sulla competitività delle imprese, come la concessione di agevolazioni e la realizzazione di quelle opere infrastrutturali strategiche che sono necessarie per il potenziamento dell’industria. Dall’altro lato, la grande occasione del futuro è rappresentata dalle nuove tecnologie e dall’innovazione applicata al settore produttivo, in questo ambito la Campania si sta affermando negli ultimi anni come eccellenza nazionale, è quindi necessario sostenere lo sforzo dei sognatori e dei meritevoli con un sistema che sia accogliente e comprenda le esigenze delle moderne start-up. Una grande opportunità di rilancio occupazionale potrebbe venire proprio dalla nascita di una rete produttiva diffusa, attenta alle particolarità dei territori ma integralmente connessa, non soltanto al suo interno ma anche con la realtà economica globale, un grande rilancio innovativa in grado di coniugare competenze e nuove tecnologie, messe al servizio del lavoro, vera fonte di dignità e futuro per gli individui.

Nella mia esperienza sono anch’io un sognatore che ha voluto fortemente credere nelle potenzialità di questa terra e nella possibilità di poter costruire qui la mia vita, affrontando la sfida del lavoro e provando a trasformare anche le difficoltà in punti di forza, ho incontrato molti altri come me e mi sono convinto che nell’unione e nella condivisione di queste esperienze positive possa trovarsi una via di progresso e di riscatto.